
quando mi sono appassionato al rumore ho accettato la differenza la solitudine il non poter ascoltare un martello pneumatico con un amico mangiando qualcosa bevendo una birra gridando nelle orecchie vedo facce schifate occhi che scompaiono sotto la pelle delle guance raggrinzite dal fastidio mani che prendono le mie braccia per trascinarmi fuori dal cantiere lontano dalle teste dei chiodi colpiti con precisione ripetutamente stockstock macchinari che sollevano la terra scavano seppeliscono gru e fili di ferro che stridono sull'asfalto lascindo righe ossidate dal contatto con l'acqua ferma in pozzanghere piene di cemento e tracce di pneumatici non assomiglio a nessuna melodia linee coordinate dentro il rumore mi trovo comodo più personalità più persone con cui parlare senza alcuna prevalicazione un coro una votazione democratica un balcone su un viale con macchine veloci che sbattone su buche nessun semaforo incidenti sportelli che si aprono piano cigolio di corde di chitarre allungate curvate bicchieri che cadono in frantumi e piedi che caldi si aprono al contatto grida rumore rumore riverbero decibel decollo di un aereoplano litigio mani che scuotono mani che al ritmo spezzato battono dove mente nn vigila adesso seduto sullo sgabello mi tiro avanti e lo scroscio del legno s'abbarbica sulle piastrelle mani piccole mani che cadono veloci sui tasti bianchi neri bianchibianchi neri voci sottili che si alzano da stanze attigue ordini fine esco la catena s'incastra negli ingranaggi quasi timpani grezzi percorsi le ossa ora fremono e girano i peli al vento stridono all'attrito rumore di me con l'aria in discesa
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