
Quando la realtà si disgrega
e forse giocammo con l'illusione
che era una per tutti
sotto la sua esplosione
schegge impazzite entrarono in noi
allora e solo in quel momento
nauseabonda si alzò l'odore
di clinica a ricordarci che
ammalati della nostra solitudine
cerchiamo i pezzi sparsi
che immagine di noi erano
(scoprire l'eros su una panchina
di piazza castello o mordersi
il labbro per gelosia o per gioco)
pregando affinchè si riuniscano
per non essere legati al letto
e uscire da qui
come persone normali
ma già che le goccie della
mia medicina scorrono e
si sperdono come i giorni
a venire non scrivo ciao
o arrivederci
per non fare confusione
per non essere ridicolo
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