martedì 16 gennaio 2007
Litlle Miss Sunshine
Road movie scatenato, Little Miss Sunshine è una vera rivelazione, una commedia esilarante che dipinge con abile cinismo e una giusta dose di follia la middle class americana che si nutre di falsi miti televisivi, rodendosi nel desiderio di diventare il numero uno in un campo qualsiasi.
"Welcome to hell" (benvenuto all'inferno). Con queste incoraggianti parole, scritte sul suo block notes, Dwayne accoglie lo zio, il nuovo elemento appena aggregatosi al viaggio della sbalestrata, eccentrica e completamente folle famiglia Hoover, disfunzionale eppure unitissima nelle avversità quotidiane ( e in caso di estremo bisogno), composta da sei persone stravaganti e diverse fra loro. Una disarmante "gabbia di matti": papà Richard (Greg Kinnear) è perennemente affranto, fallito; mamma Sheryl (Toni Collette), iper-attiva e solare, cerca come può di tenere insieme i pezzi della famiglia; il nonno anticonformista (Alan Arkin) è un eroinomane sboccato ed esperto di riviste porno; lo zio Frank, professore gay dal cuore spezzato, è ad un passo dal suicidio, e, al completare questo quadretto surreale, irriverente e divertentissimo, ci sono Dwayne, adolescente a tratti inquietante, nichilista e votato al silenzio, che comunica, quando ne ha voglia, scrivendo su un taccuino, e la piccola, tenerissima Olive, l'unica normale, che, con i suoi occhialoni innocenti, osserva sgomenta il bizzarro microcosmo che le ruota (a vuoto) intorno. E' proprio per realizzare il sogno della bambina, partecipare al concorso di bellezza infantile, (quello cui fa riferimento il titolo e che si rivela come un mostruoso circo di bimbe-barbie) che la strana combriccola si riunisce e parte a bordo di uno scassato pulmino alla volta di Redondo Beach. Alla fine di questo viaggio imprevedibile e avventuroso, gli Hoover imparano che è proprio l'insieme delle loro debolezze ed imperfezioni a renderli invincibili e inseparabili.
Un succedersi continuo di catastrofi e drammi familiari che capitano a personaggi in cui il pubblico si può identificare.Quale padre non vorrebbe portare a casa più soldi? Quale madre non si affanna freneticamente per mandare avanti la casa? Quale figlia non vorrebbe sfilare in costume ed essere premiata per la sua bellezza fisica? Il film racconta una parabola sulla dolorosa e lenta ricompensa che spetta ai perdenti in una cultura focalizzata sul trionfo dei vincenti, in una società come quella americana dove anche le bambine di sei anni possono trasformarsi in Barbie degne di un film horror: le scene del concorso di bellezza sorprendono per la bruttezza delle povere bambine e l'ignoranza latente di una certa America. Una tipica famiglia della provincia statunitense mostra i suoi lati peggiori ma rivela una profondità umana inaspettata. E lo spettatore non può che sorridere.
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1 commento:
Well said.
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